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12 Dicembre 2018

A scuola di potatura nei vigneti Ferrari

Potare la vite è un’arte antica, che determina la longevità e la qualità delle uve prodotte; per questo le Cantine Ferrari, nell’instancabile ricerca dell’eccellenza dalla vigna alla tavola, hanno da sempre posto grande attenzione a questo aspetto della cura della pianta e sono state tra le prime cantine a seguire il metodo dei tecnici friulani Marco Simonit e Pierpaolo Sirch, che assicura il miglioramento della pianta con l’invecchiamento, regalando così uve straordinarie che finiscono per esprimere bollicine sempre più raffinate.

Ferrari, che ha adottato questo metodo a partire dal 2005, oltre a mettere a disposizione i suoi vigneti come campo di pratica per le lezioni promosse da Simonit&Sirch in collaborazione della Fondazione Mach, come avvenuto a inizio dicembre, è anche una delle quindici sedi ufficiali della scuola di potatura.

“Siamo stati tra i primi ad adottare questo sistema rivoluzionario”, spiega Marcello Lunelli, vicepresidente di Casa Ferrari e responsabile tecnico del gruppo. “Questo ci ha permesso di ottenere una maggior longevità delle viti e una qualità più elevata delle uve. Perché, non dimentichiamolo, un grande vino comincia a essere tale nella vigna”.  Non sono solo i vigneti di famiglia ad adottare questo metodo, ma anche tutti i vigneti delle famiglie conferenti, con cui viene condiviso anche un protocollo di sostenibilità per una agricoltura salubre di montagna.

Il risultato sono uve di altissima qualità, perfette per creare Trentodoc sempre più indimenticabili.