Il tuo browser non è aggiornato!

Aggiornalo per vedere questo sito correttamente. Aggiorna ora

21 febbraio 2012

A scuola di potatura nel vigneto della leggenda: a Pianizza dove nasce il Giulio Ferrari

Nel tempo che fu quello del potatore, più che un mestiere, era quasi un’arte.
Era lui, il potatore, a decidere il destino della vite con interventi che, rispettando la pianta, ne allungavano, e non di poco, la vitalità. Si avevano, di conseguenza, viti più sane e longeve che a loro volta davano uve, e quindi vini, di gran classe. Quell’antica arte applicata pianta per pianta è tornata in auge, grazie a due lungimiranti tecnici friulani, Marco Simonit e Pierpaolo Sirch, regalando interessanti prospettive di lavoro e casa Ferrari, in quella sua ostinata e incessante ricerca dell’eccellenza, è stata in primissima fila ad adottarla. Il che permette di comprendere perché la Scuola italiana di potatura della vite che, costituita dai due tecnici friulani tiene lezioni itineranti di regione in regione, privilegi per il Trentino i vigneti nei quali nasce il Ferrari. Così è stato da giovedì 16 febbraio a sabato 18. Le lezioni promosse da Simonit&Sirch con la collaborazione della Fondazione Mach si sono tenute in un’aula straordinaria, un vigneto entrato nella leggenda, quello di Maso Pianizza (nella foto), lo stesso dal quale nascono le bollicine più titolate d’Italia, ovvero le bollicine del Giulio Ferrari Riserva del Fondatore. E, a lezioni concluse, un brindisi naturale alle Cantine Ferrari.