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15 ottobre 2015

Sostenibilità e biodiversità nella viticoltura di montagna: l'impegno delle Cantine Ferrari presentato a Expo Milano 2015

Un impegno che avvicina fortemente Ferrari alle tematiche di Expo Milano 2015, dove la cantina trentina è protagonista sia come brindisi di tutti i momenti ufficiali del Padiglione Italia, sia con un suo locale, il Ferrari Spazio Bollicine, all’interno del quale si narra “una bio-grafia di vite esemplari, e una bio-diversità di luoghi unici”.

Oltre un secolo dopo la medaglia d’oro vinta all’Esposizione Internazionale di Milano del 1906, Ferrari torna ad Expo con lo stesso culto per l'eccellenza e amore per la terra del suo fondatore. Questi valori tradizionali oggi trovano un nuovo significato nell'impegno verso la tutela dell'ambiente e della naturale fertilità del terreno.

Tutti i vigneti di proprietà, sia delle Cantine Ferrari che delle Tenute Lunelli, sono infatti coltivati secondo i principi dell’agricoltura biologica, in parte già certificati e in parte in conversione, e le 500 famiglie conferenti di uva si attengono alle indicazioni del “Vigneto Ferrari”. E’, questo, un rigido protocollo certificato CSQA volto a creare e a diffondere una nuova cultura del lavoro in vigna,  basato su elementi naturali e metodi sostenibili, che reintroduce alcune pratiche agronomiche tradizionali come il sovescio ed elimina invece completamente diserbanti, pesticidi e concimi chimici.

Un impegno totalizzante, portato avanti con il supporto scientifico della Fondazione Edmund Mach, che, oltre a garantire una migliore qualità dell'uva prodotta, ha importanti ricadute su tutto il territorio circostante, il quale beneficia di una più ricca biodiversità. Sia le Cantine Ferrari che le Tenute Lunelli hanno infatti ottenuto recentemente la certificazione  “Biodiversity Friend” dalla World Biodiversity Association.

Riscoprire il valore della biodiversità è un altro passo che la nostra azienda sta facendo nella direzione di una sempre maggiore naturalità dei vigneti e di un impatto minimo sull’ambiente. L’agricoltore si deve trasformare da fornitore di prodotto a custode del territorio”, ha commentato Marcello Lunelli, responsabile dell’attività agricola, oltre che enologica, del Gruppo Lunelli.