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7 aprile 2010

Cucina d?autore e solidarietà: ?Gusto per la Ricerca? e ?Chef per Haiti?

Quando i grandi chef e l’alta cucina vanno in scena, il Ferrari non può mancare. Ma questo è ancora più vero se i grandi chef si mobilitano per nobili cause, come raccontano le ultime cronache dell’alta ristorazione, che hanno visto al centro della scena “Il Gusto per la Ricerca” e “Chef per Haiti”. “Il Gusto per la Ricerca” è un’iniziativa promossa dai fratelli Alajmo, de “Le Calandre” di Padova, giunta alla sua settima edizione, il cui ricavato va alla ricerca scientifica in ambito pediatrico ed ad altre attività assistenziali, quali quelle di Don Mazzi, presente al pranzo per portare la sua testimonianza ed il suo ringraziamento. “Il Gusto per la Ricerca” si è tenuta quest’anno al relais “Da Vittorio” della famiglia Cerea, appena insignito della terza stella Michelin. Protagonisti, oltre ai fratelli Alajmo e Cerea, Annie Feolde dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze, Pino Cuttaia della Madia di Licata, Mauro Uliassi dell’omonimo ristorante di Senigallia, Paolo Lopriore della Certosa di Maggiano ed il maitre chocolatier Gianluca Fusto. E c’era, naturalmente, anche il Ferrari, un Giulio Ferrari, per l’occasione, con il quale s’è iniziato un pranzo che non sarà facile dimenticare.
Solo due giorni dopo, il 23 marzo, altra cena benefica, questa volta per i terremotati di Haiti, al Palazzo del Ghiaccio di Milano e altra sfilata di grandi nomi della cucina italiana: Andrea Berton di Trussardi alla Scala, Gennaro Esposito della Torre del Saracino, Massimo Bottura dell’Osteria La Francescana, Norbert Niederkofler del St Hubertus Hotel Rosa Alpina, Giancarlo Morelli dell’Osteria del Pomiroeu e Corrado Assenza del Cafè Sicilia. E il Ferrari, naturalmente. Anche in questo caso le bollicine trentine, Perlé e Perlé Rosé, sono state proposte come aperitivo.