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16 novembre 2010

Giulio Ferrari 1992, 1993, 1994, tre capolavori assieme in uno scrigno destinato ai migliori ristoranti

Sembra una cassetta, più elegante di tante altre, ma comunque sempre una cassetta. Ed è, invece, molto molto di più. E’ uno scrigno, è un forziere e lo è perchè accoglie un tesoro: bottiglie che hanno fatto epoca e che continuano a raccontare di una vittoriosa sfida con le leggi del tempo.
Questo scrigno firmato Ferrari svela, una volta aperto, sei bottiglie di Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, figlie di tre diverse vendemmie, 1992, 1993, 1994, ma con sboccatura nello stesso periodo, ossia della primavera 2010. Bollicine, quindi, di diciotto, diciassette, sedici anni, eppure di straordinaria vivacità, la cui eleganza si è evoluta nel tempo in una straordinaria complessità. Bollicine – come le ha definite il Campione del Mondo dei Sommelier, Luca Gardini – “dinanzi alle quali ogni parola è superflua”.
Bottiglie che hanno fatto epoca, si diceva. Tutte e tre hanno infatti conquistato i maggiori riconoscimenti sulle guide più autorevoli. E non solo. Perché il Giulio Ferrari 1992 è stato insignito dal Gambero Rosso, quando apparve sul mercato, del titolo di “Migliori bollicine d’Italia”. Mentre il Giulio Ferrari 1994 ha conquistato l’Oscar del vino dell’Associazione Italiana Sommelier e, in una storica degustazione condotta dalla rivista tedesca Weinwelt, ha sbaragliato ogni altra bollicina al mondo. Tre fuoriclasse certificati che casa Ferrari ha voluto proporre assieme in un numero limitato di cassette, 300, destinate ai migliori ristoranti d’Italia.