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15 maggio 2014

Il Giulio? Il Doctor Wine (Daniele Cernilli) sentenzia che è il meglio d'Italia e al top nel mondo

Che il Giulio Ferrari sia l’etichetta italiana più titolata di sempre è risaputo, ragion per cui una medaglia in più non è che sia una grande notizia. Ci sono però giudizi che per il carisma di chi li ha espressi non si possono proprio tacere: sia per il comprensibile orgoglio di raccontarli sia per l’altrettanto comprensibile desiderio di condividere quest’orgoglio con i tanti fan del Giulio Ferrari. Che è tra i protagonisti dell’ultima fatica letteraria di Daniele Cernilli (ritratto nella foto con Franco e Marcello Lunelli). “I racconti (e i consigli) di Doctor Wine” è il titolo del libro, uscito da poco per i tipi di Einaudi nella collana Stile Libero, una delle più prestigiose della casa editrice torinese. Qui Cernilli, che come il Giulio Ferrari non ha bisogno di particolari presentazioni, e che si propone come Doctor Wine in uno dei siti più visitati da chi ama il buon bere, dedica un lungo capitolo ai suoi “Top Twenties più uno”. E tra questi il Giulio, come Cernilli confidenzialmente lo chiama, c’è ed è l’unica etichetta di bollicine, capace “di sorprendere alcuni sussiegosi critici d’oltralpe” perchè “è un fuoriclasse”. Scrive Cernilli: “E’ inconfondibile , con i suoi profumi di susina gialla, di erbe di montagna e di lieviti…è anche longevo. Oggi bere un ’83 potrebbe dare delle soddisfazioni notevoli, ma data l’esiguità della produzione, il proposito non è facile da attuare. Dirottate perciò la vostra cupidigia sul 2002, che si può reperire più facilmente, e godetevi le migliori bollicine d’Italia, che sono anche fra le migliori del mondo”.