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10 Marzo 2020

Le Cantine Ferrari ed il legame con il territorio verso una nuova responsabilità sociale ed ambientale

Giulio Ferrari, più di un secolo fa fondava l’omonima azienda che avrebbe conquistato il mercato mondiale diventando eccellenza indiscussa dell’ enologia italiana e contribuendo a scrivere la storia del Made in Italy. Il suo successo si basava su un principio tanto semplice quanto autentico e imprescindibile: il rispetto per la terra e l’esaltazione dell’uva che da essa nasceva.

Ferrari fece grande il suo prodotto unendo al personale culto per la qualità uno spirito da innovatore illuminato che lo portò prima a scegliere le montagne del Trentino come territorio ideale per la produzione del Metodo Classico e poi a individuare in Bruno Lunelli il degno successore che sarebbe stato in grado di dare continuità al suo operato.

Oggi, la famiglia Lunelli è non solo custode di questa importante eredità, ma continua ad innovare portando il marchio a vincere le sfide del tempo che cambia sensibilità ed esigenze e confermando, oggi più che mai, l’impegno verso la tutela dell’ambiente e la salute di chi lavora in vigneto.

Un impegno totalizzante che ha avuto nella certificazione biologica di tutti i vigneti di proprietà, nel 2017, un momento importante, ma che è partito ben prima e non solo nei vigneti di famiglia. Il progetto “Il Vigneto Ferrari e per una Viticoltura di Montagna Sostenibile e Salubre” richiede infatti agli oltre 500 viticoltori trentini che conferiscono la propria uva alle Cantine Ferrari di rispettare uno stringente protocollo che impone il divieto totale di utilizzo di diserbanti e concimi chimici, a favore di pratiche tradizionali come il sovescio, di fertilizzanti naturali come il letame e dell’uso esclusivo di fitofarmaci ad alto grado di sicurezza, che prediligono l’impiego di prodotti naturali quali il rame e lo zolfo.

Questo traguardo è il punto di arrivo di un percorso lungo e impegnativo,  iniziato oltre vent’anni fa. Numerosi studi e sperimentazioni in campagna condotti con il supporto della Fondazione Edmund Mach, hanno portato alla convinzione che, una volta ottenuto un adeguato equilibrio del vigneto, sia possibile fare viticoltura biologica anche in territori di montagna.

Questo grande lavoro, oltre a garantire una migliore qualità dell’uva prodotta, ha importanti ricadute su tutto il territorio circostante, il quale beneficia di una più ricca biodiversità, certificata dall’attribuzione ai vigneti Ferrari ormai da alcuni anni del titolo “Biodiversity Friend” da parte della World Biodiversity Association.

Ferrari innesca cosi un volano virtuoso nel nome di una maggiore responsabilità sociale ed ambientale, rafforzando ulteriormente il legame con il territorio e proseguendo nella sua visione pionieristica, basata sull’eccellenza senza compromessi, in ogni passaggio della filiera, dalla terra al calice.